Perché un nuovo giornale

La domanda che il lettore si può porre immediatamente, appena avrà tra le mani queste pagine è la seguente: che bisogno c’era di un nuovo giornale, e poi telematico?
Per dare al lettore una risposta chiara, lineare, il più completa possibile riteniamo che sia opportuno fare una breve cronistoria del come e del perché.
Nel febbraio 2001, circa 2 mesi prima le elezioni, il “maestro” del giornalismo italiano, quello che in varie occasioni per spingere gli italiani a votare la DC coniò lo slogan: «…turatevi il naso e votate DC…», nel febbraio 2001, ripetiamo, coniò un altro slogan per le elezioni che si sarebbero svolte entro un paio di mesi: «… l’unico modo per sconfiggere Berlusconi è votarlo, perché una volta eletto, lasciandogli il tempo … di lavorare … si autoeliminerà da solo … e gli italiani infatti avranno avuto modo di rendersi conto, di ciò che egli è effettivamente…».

Ma nonostante la sua maxi-campagna elettorale, nonostante la pagliaccesca “firma del Patto con gli Italiani” trasmesso in TV, RAI 1, nel suo personale show con Bruno Vespa, nonostante tutto ciò la maggioranza degli italiani il 13 maggio 2001 non ha votato per la “Casa delle Liberta”.
Pur tuttavia Berlusconi ha vinto le elezioni.
E ciò è stato reso possibile grazie alla politica masochista, suicida della Sinistra, ed il Cavaliere è stato quindi nominato Presidente del Consiglio con quella larga maggioranza che la legge per l’assegnazioni dei seggi gli ha concesso.
Politica masochista, suicida della Sinistra, ripetiamo, perché mentre la CdL ha raggruppato nel suo simbolo Forza Italia, Buttiglione, Casini, Bossi e Rauti; la Sinistra, invece, si è presentata da sola, non accogliendo sotto il suo simbolo né la Lista Di Pietro né quella di Rifondazione. La CdL ha superato l’Ulivo di poco più di 600 mila voti, mentre da sola la Lista Di Pietro ne ha raccolto 1.400.000 (per non parlare dei voti della lista di Bertinotti).
Non bisogna essere dei gran matematici per verificare quale sorte sarebbe toccata all’Ulivo se si fosse alleata anche solo con la lista Di Pietro.

E così il Cav. Berlusconi dal giugno 2001 ha cominciato a governare l’Italia, con un governo talmente solido e compatto che nel giro di un anno ha dimissionato già 2 Ministri (Ruggero e Scajola) e 2 Sottosegretari (Taormina e Sgarbi).
Ma lasciando da parte queste -pur significative- vicende, che riguardano la composizione del governo, veniamo ora ad esaminare come questo governo ha operato in questi 15 mesi che ha avuto a disposizione.

Nel mese di luglio, come già programmato, si è svolto a Genova la riunione dei G8 in cui si è potuto immediatamente notare “come era cambiato il vento”; G8 che si è risoltosi in modo drammatico, addirittura con un morto.

Quasi subito dopo è stata approvata in parlamento e senato la nota “Legge sulle Rogatorie”, che ci è valso, a dir poco un sonoro schiaffo in piana faccia da parte del Procuratore Capo di Ginevra.

Poi c’è stata l’interminabile querelle sulla questione del “Mandato di Cattura Europeo”, che dopo un “tira e molla” davvero disdicevole, si è chiusa col far assumere una posizione all’Italia quanto meno ambigua.

Ed ancora, gli interventi sul Consiglio Superiore della magistratura che è stato depotenziato con la riduzione del numero dei suoi membri, per indebolirlo nei confronti dei membri non togati.
Nel frattempo ogni occasione era buona per mostrare un sempre più accanito e feroce tentativo di messa al bando, inqualificabile delle cosiddette “Toghe Rosse”.

Finchè, per non farla troppo lunga, si è giunti all’approvazione da parte della Camera, in seconda battuta della ridicola “Legge sul Conflitto d’Interessi” che nulla mira a risolvere se non il favorire vieppiù gli affari del Cavaliere.

Passa solo in Senato -per ora- la “Legge Cirami”, legge talmente attuale e discussa per cui è inutile commentarla.

A questo punto, avendo partecipato al PalaVobis, ai vari Girotondi che da marzo ad oggi si sono svolti, alla Manifestazione contro l’art.18 al Circo Massimo, ed alla manifestazione di Piazza del Popolo, volendo dare un seppur minimo contributo personale alla grande e dura battaglia in corso in Italia per difendere la ...Democrazia (senza aggettivi), la Giustizia (eguale per tutti e non solo per … alcuni) e la…”res publica,” si è deciso di pubblicare queste pagine come atto di fede, come nostro piccolo contributo alla rinascita di una realtà di Sinistra.

GL